Cittadinanza Onoraria al Dott. Franco Grillini – Comunicazione di assenza politica

vedi anche lettera aperta a Napoli

Desidero innanzitutto esprimere il mio rispetto personale nei confronti di Franco Grillini, protagonista di una stagione importante del movimento omosessuale italiano e figura che ha contribuito, nel corso degli anni, a portare il tema dei diritti civili nel dibattito pubblico nazionale.

Proprio per il rispetto dovuto alla sua storia, mi permetto tuttavia di manifestare una sincera perplessità rispetto alla scelta di conferirgli la Cittadinanza Onoraria della Città di Napoli.

Pur riconoscendone il valore politico e associativo a livello nazionale, non riesco infatti a comprendere quali siano gli elementi specificamente legati alla città di Napoli che motivano tale riconoscimento. Le cittadinanze onorarie rappresentano tradizionalmente un legame speciale tra una persona e la comunità cittadina che la accoglie simbolicamente come propria. Per questo motivo sarebbe utile comprendere quali contributi particolari il dott. Grillini abbia offerto alla città di Napoli, alla sua crescita civile, culturale o sociale, o alla promozione della sua immagine nel mondo.

La mia osservazione non vuole in alcun modo sminuire il percorso umano e politico di Franco Grillini, ma semplicemente interrogarsi sul significato di un riconoscimento che dovrebbe sempre conservare un forte radicamento nella storia e nell’identità della città che lo conferisce.

Allo stesso tempo, ritengo opportuno invitare tutti ad una particolare cautela nel ricostruire la storia del movimento LGBTQIA+ napoletano, evitando sovrapposizioni che rischiano di generare equivoci.

Il Gay Pride nazionale del 1996, ospitato a Napoli nell’ambito di una più ampia campagna di visibilità promossa da Arcigay, rappresentò certamente un momento significativo nella storia del movimento omosessuale italiano. Tuttavia esso non coincide con la nascita del Napoli Pride.

Il Napoli Pride, inteso come manifestazione cittadina costruita dal tessuto associativo locale e radicata nella realtà sociale e politica napoletana, nasce successivamente grazie ad un percorso che vide protagoniste numerose realtà del territorio, tra cui i Ken Onlus, e che trovò una delle sue prime espressioni organizzate durante l’amministrazione guidata dalla Sindaca Rosa Russo Iervolino.

Le storie si possono valorizzare senza confonderle. I percorsi si possono onorare senza sovrapporli. E proprio il rispetto dovuto alle persone e alle esperienze che hanno contribuito alla crescita del movimento ci impone il dovere della precisione storica.

Per queste ragioni, e anche in considerazione del contesto politico e relazionale che si è determinato attorno all’organizzazione del Napoli Pride da parte di Arcigay Napoli e degli altri soggetti promotori, ritengo doveroso comunicare la mia assenza politica dalla cerimonia.

Tale decisione non rappresenta una mancanza di rispetto nei confronti della persona di Franco Grillini, cui continuo a riconoscere il ruolo storico svolto nel movimento per i diritti delle persone omosessuali, bensì una scelta di coerenza rispetto ad un metodo che, ancora una volta, percepisco come poco inclusivo e scarsamente partecipato.

L’ultimo confronto tenutosi presso il Comune di Napoli, alla presenza delle rappresentanti dell’Amministrazione comunale e della Regione Campania, ha purtroppo restituito un clima che non favorisce il pluralismo delle posizioni e il riconoscimento delle diverse sensibilità presenti nel movimento LGBTQIA+ cittadino.

Ritengo che una giornata di tale rilevanza simbolica avrebbe meritato un percorso maggiormente condiviso, capace di coinvolgere tutte le realtà che, negli anni, hanno contribuito alla crescita dei diritti, della cultura dell’inclusione e dei servizi rivolti alle persone LGBTQIA+ nel territorio napoletano e campano.

Non posso ignorare che i Ken APS ETS rappresenti una delle più longeve esperienze associative della città, impegnata da oltre vent’anni nella promozione dei diritti umani, nella produzione culturale, nell’accoglienza delle persone LGBTQIA+ vulnerabili, nella gestione di servizi riconosciuti dalle istituzioni e nella costruzione di reti sociali e civiche a livello cittadino, regionale, nazionale ed europeo.

Proprio per questo ritengo che il confronto tra le diverse esperienze del movimento debba essere valorizzato e non semplicemente tollerato, affinché Napoli possa continuare ad essere una città aperta, plurale e capace di riconoscere la ricchezza delle molte storie che hanno contribuito alla conquista dei diritti civili.

Con rispetto istituzionale, ma con altrettanta chiarezza politica, comunico pertanto la mia assenza alla cerimonia del 22 giugno.

Cordialmente,

Carlo Cremona

Presidente i Ken APS ETS
Direttore Artistico Omovies Film Festival
Coordinatore Rainbow Center Napoli – “Questa Casa non è un Albergo”
Componente dell’Osservatorio Regionale contro le Discriminazioni determinate dall’Orientamento Sessuale e dall’Identità di Genere della Regione Campania

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