Si è svolta oggi, presso l’Istituto Penale per i Minorenni di Nisida, una visita istituzionale promossa su iniziativa di Carlo Cremona, componente dell’Osservatorio regionale per i diritti delle persone omosessuali e transgender del Consiglio regionale della Campania, in accordo con il Direttore dell’Istituto, Gianluca Guida.
La delegazione, guidata dalla Vicepresidente del Senato, Sen. Mariolina Castellone, era composta anche da Claudia Cavallo, referente dell’Ufficio del Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale per le tematiche riguardanti le persone transgender, e da Marco Tagliatela, storico operatore dell’IPM di Nisida e collaboratore dell’associazione i Ken APS ETS.
Nel corso dell’incontro con il Direttore e con gli operatori dell’Istituto sono stati affrontati i temi della salute, del benessere psicologico e dell’inclusione delle persone detenute, con particolare attenzione alla necessità di garantire ambienti educativi capaci di contrastare ogni forma di discriminazione.
La visita ha rappresentato anche un’importante occasione di confronto sulla possibilità di sviluppare percorsi di educazione all’affettività, alla sessualità e al rispetto delle differenze all’interno dell’IPM, riconoscendo questi strumenti come parte integrante dei processi educativi e di reinserimento sociale.
Lo dichiara la Vicepresidente del Senato, Sen. Mariolina Castellone:
«Entrare in un istituto penale minorile significa ricordarsi che dietro ogni storia c’è una persona e, nel caso di Nisida, un ragazzo o una ragazza che ha ancora il diritto di costruire il proprio futuro. Lo Stato non può limitarsi a custodire: ha il dovere di educare, accompagnare e offrire opportunità di riscatto. Per questo credo che parlare di educazione all’affettività, al rispetto delle differenze e alla tutela della dignità umana non sia un tema accessorio, ma parte integrante di un autentico percorso di reinserimento. La civiltà di un Paese si misura anche dalla capacità di garantire diritti, ascolto e speranza a chi vive una condizione di fragilità, senza lasciare indietro nessuno.»
Carlo Cremona, componente dell’Osservatorio regionale per i diritti delle persone omosessuali e transgender del Consiglio regionale della Campania, aggiunge:
«L’ascolto delle persone private della libertà personale e degli operatori che ogni giorno lavorano negli istituti penitenziari è fondamentale per comprendere il reale stato di salute e di benessere di chi vive la detenzione. La tutela della dignità della persona non può fermarsi davanti alle mura di un carcere: proprio lì deve trovare una delle sue espressioni più alte. Portare il Pride dentro un istituto penale minorile significa ricordare che i diritti umani non conoscono eccezioni e che l’educazione al rispetto, alle relazioni e all’affettività è parte integrante del percorso rieducativo previsto dalla nostra Costituzione.»
La visita, svolta nel mese del Pride, ha assunto un forte valore simbolico, riaffermando che i diritti, il rispetto della persona e la lotta contro ogni discriminazione devono essere garantiti in ogni luogo, compresi gli istituti penitenziari. Un Pride fatto di ascolto, confronto e responsabilità istituzionale, capace di portare il tema dell’inclusione anche dove troppo spesso rimane invisibile.

